Disturbo da uso di cannabis e depressione maggiore spesso insieme, secondo una nuova revisione scientifica

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 17 Maggio, 2026

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Il rapporto tra cannabis e depressione è discusso da anni, soprattutto ora che l’uso della cannabis è stato legalizzato o depenalizzato in diverse parti del mondo. Una nuova revisione scientifica pubblicata sul Journal of Psychiatric Research prova a fare maggiore chiarezza raccogliendo i dati disponibili finora.

Il lavoro è stato condotto da un gruppo internazionale di ricercatori che ha analizzato 55 studi precedenti, coinvolgendo complessivamente più di 3,2 milioni di persone. Tra queste, quasi 500.000 avevano un disturbo da uso di cannabis (CUD), mentre oltre 100.000 soffrivano di disturbo depressivo maggiore (MDD).

L’obiettivo era capire quanto frequentemente le due condizioni si presentassero insieme e quanto fossero realmente associate.

I numeri osservati dai ricercatori

Dall’analisi è emerso che quasi il 32% delle persone con disturbo da uso di cannabis presentava anche depressione maggiore. Al contrario, poco più del 10% delle persone con depressione maggiore risultava avere anche un disturbo legato all’uso problematico di cannabis.


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Secondo gli autori, si tratta di percentuali nettamente superiori rispetto a quelle osservate nella popolazione generale.

La revisione suggerisce inoltre che il legame potrebbe esistere anche quando le due condizioni non si manifestano nello stesso momento della vita. In altre parole, chi sviluppa uno dei due disturbi potrebbe avere un rischio maggiore di sviluppare anche l’altro in fasi successive.

Non è ancora chiaro cosa venga prima

Gli studiosi sottolineano però un punto importante: lo studio non dimostra un rapporto diretto di causa-effetto.

Non è possibile dire con certezza se l’uso problematico di cannabis favorisca la depressione, se siano le persone depresse a utilizzare cannabis per alleviare i sintomi, oppure se entrambe le condizioni condividano fattori di rischio comuni.

Separare questi elementi, spiegano i ricercatori, è complicato anche nella pratica clinica. Alcuni sintomi legati all’astinenza da cannabis, ad esempio, possono assomigliare molto a quelli della depressione, tra cui ansia, insonnia, stanchezza e difficoltà di concentrazione.

Cos’è il disturbo da uso di cannabis

Il disturbo da uso di cannabis non coincide semplicemente con il consumo occasionale della sostanza. Si parla di CUD quando l’utilizzo diventa problematico e difficile da controllare, con sintomi come desiderio persistente, tolleranza crescente, difficoltà a ridurre l’assunzione e comparsa di sintomi da astinenza.

La depressione maggiore, invece, è caratterizzata da umore persistentemente basso o perdita di interesse verso attività quotidiane, spesso accompagnati da disturbi del sonno, affaticamento e riduzione della capacità di attenzione.

Secondo gli autori, riconoscere entrambe le condizioni è fondamentale perché una delle due potrebbe essere trascurata durante il trattamento dell’altra.

La necessità di trattare entrambe le condizioni

La revisione evidenzia anche l’importanza di una valutazione sistematica nei contesti psichiatrici e clinici. I ricercatori osservano che le persone con depressione maggiore presenti nei servizi di salute mentale mostrano tassi particolarmente elevati di disturbo da uso di cannabis.

Sul fronte terapeutico, gli autori spiegano che i trattamenti farmacologici specifici per chi presenta entrambe le condizioni non hanno ancora mostrato risultati conclusivi. Alcuni approcci psicologici, come la terapia cognitivo-comportamentale e il colloquio motivazionale, sembrano però promettenti e meritano ulteriori studi.

L'importanza di questa scoperta risiede nella possibilità di identificare la depressione attraverso processi biologici concreti e osservabili. Sebbene non sia ancora un test diagnostico automatico, l'uso dei monociti apre la strada a una medicina mentale personalizzata. Integrare l'esperienza soggettiva del paziente con strumenti biologici precisi permetterà in futuro di monitorare l'evoluzione della malattia e scegliere trattamenti più mirati, meno dipendenti esclusivamente dai sintomi raccontati.

Per gli esperti, il dato più rilevante resta uno: cannabis e depressione compaiono insieme molto più spesso di quanto si pensasse, e ignorare uno dei due aspetti rischia di complicare diagnosi e trattamento.

FONTI:

ScienceAlert - Cannabis Use Disorder Strongly Linked to Major Depression, New Review Finds

Ultimo aggiornamento – 15 Maggio, 2026

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