Di Battista racconta il tumore al cervello: cosa ha detto

Dr. Christian Raddato
Revisionato da Dr. Christian Raddato — Medico Generale
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 30 Settembre, 2026

di battista

Credits: Kaspo / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Alessandro Di Battista ha raccontato per la prima volta in maniera diretta cosa è accaduto nelle settimane che lo hanno portato al ricovero a Cuba e successivamente al rientro in Italia. In collegamento con DiMartedì, su La7, l’ex deputato ha spiegato che il malore iniziale era legato a un edema cerebrale causato dalla presenza di un tumore, scoperto durante gli accertamenti effettuati dopo il peggioramento delle sue condizioni.

Secondo quanto riferito dallo stesso Di Battista, i medici cubani sono riusciti inizialmente a ridurre l’edema attraverso una terapia, creando così le condizioni necessarie per procedere con l’intervento chirurgico. Durante l’operazione sarebbe stato rimosso quasi tutto il tumore. Il percorso terapeutico, tuttavia, non è terminato: nelle sue parole, la fase successiva sarà rappresentata dalle cure che dovrà iniziare a breve.

L’edema cerebrale ha portato alla scoperta del tumore

Di Battista ha spiegato di aver cominciato ad accusare problemi a causa di un edema cerebrale, cioè un accumulo di liquidi nei tessuti del cervello che può determinare un aumento della pressione intracranica e richiede una valutazione medica tempestiva.

Nel suo caso, secondo il racconto fornito in televisione, l’edema sarebbe stato provocato dalla presenza della massa tumorale. Le prime terapie somministrate durante il ricovero avrebbero permesso di ridurlo abbastanza da consentire ai medici di intervenire chirurgicamente.

«Mi hanno asportato quasi tutto il tumore», ha raccontato, aggiungendo che adesso dovrà affrontare una nuova fase del percorso clinico. Non sono stati divulgati ulteriori elementi sulla natura della neoplasia, sul risultato dell’esame istologico o sul trattamento che verrà utilizzato.

Proprio per questo non è possibile ricavare dal racconto pubblico indicazioni sulla tipologia del tumore, sul suo grado, sull’aggressività o sulla prognosi.

L’intervento è stato eseguito a Cuba

L’operazione è stata effettuata all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana, dove Di Battista si trovava al momento del malore. L’ex parlamentare ha descritto l’intervento come particolarmente complesso e ha riferito che anche i medici che successivamente lo hanno seguito al Policlinico Gemelli avrebbero espresso un giudizio positivo sul lavoro svolto dall’équipe cubana.

Nel suo racconto ha sottolineato il contrasto tra la qualità dell’assistenza medica ricevuta e le difficoltà materiali presenti nell’ospedale, parlando di problemi nell’approvvigionamento di acqua ed energia elettrica e di tecnologie non recenti.

Al di là di queste considerazioni, il dato sanitario comunicato direttamente da Di Battista resta quello dell’asportazione quasi completa della massa cerebrale, dopo la precedente riduzione dell’edema.

Ora inizierà le terapie

La chirurgia rappresenta soltanto una parte del percorso descritto. Di Battista ha infatti spiegato che dovrà iniziare presto nuove terapie, senza però specificare quali. Dal materiale reso pubblico non è possibile sapere se si tratterà di radioterapia, chemioterapia, trattamenti farmacologici differenti o di una combinazione di più strategie.

La scelta del trattamento successivo a un intervento per un tumore cerebrale dipende da numerosi elementi, a partire dal tipo preciso di neoplasia e dalle sue caratteristiche biologiche. Nel caso di Di Battista questi dettagli non sono stati resi pubblici, quindi qualsiasi ipotesi sul percorso terapeutico sarebbe prematura.

Lo stesso ex deputato ha scelto di non utilizzare una retorica legata alla “battaglia” contro la malattia. Ha spiegato semplicemente di voler seguire le cure indicate dai medici e di essere concentrato sulla propria ripresa.

“Ogni giorno mi riprendo degli spazi di libertà”

Parlando delle sue condizioni, Di Battista ha raccontato di stare recuperando progressivamente autonomia dopo il periodo più difficile del ricovero.

«Ogni giorno mi riprendo degli spazi di libertà», ha detto durante il collegamento televisivo. Ha inoltre dichiarato di essere seguito dai medici e di guardare con fiducia alla nuova fase terapeutica. Allo stesso tempo, ha chiarito che in questo momento la priorità è la salute e non il ritorno alla politica attiva.

Alla domanda su una possibile candidatura alle prossime elezioni, ha infatti risposto che dovrà iniziare a breve le terapie e che, per ora, deve concentrarsi sul percorso di cura.

Non sono noti il tipo di tumore e la prognosi

Le informazioni disponibili consentono quindi di ricostruire soltanto alcuni passaggi del percorso clinico: la comparsa di un edema cerebrale, la scoperta di un tumore, il trattamento iniziale dell’edema, l’intervento chirurgico con asportazione della maggior parte della massa e l’avvio previsto di ulteriori terapie.

Mancano invece informazioni fondamentali per formulare qualsiasi valutazione medica più approfondita. Non è stato specificato quale tipo di tumore cerebrale sia stato diagnosticato, né sono stati comunicati grado, caratteristiche istologiche, eventuale coinvolgimento di altre strutture o prognosi.

Anche l’espressione “quasi tutto il tumore”, utilizzata dallo stesso Di Battista, descrive quanto raccontato dal paziente ma non permette da sola di stabilire quale sarà l’evoluzione della malattia.

Per il momento, quindi, il quadro pubblico resta quello fornito direttamente dall’ex deputato: l’intervento è stato eseguito, la maggior parte della massa è stata rimossa e il prossimo passaggio sarà iniziare le terapie indicate dai medici che lo stanno seguendo.

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.