Il cancro del retto rientra nel gruppo dei tumori colorettali, insieme al tumore del colon. La differenza principale riguarda la sede: il retto è la parte finale del colon, prima dell’ano. Dal punto di vista biologico, però, i tessuti sono simili, motivo per cui spesso colon e retto vengono considerati insieme.
Negli ultimi anni, però, i medici stanno osservando con maggiore attenzione un dato: i tumori del colon-retto, e in particolare quelli del retto, stanno aumentando negli adulti sotto i 50 anni. Secondo quanto riportato, se la tendenza dovesse continuare, il tumore del retto potrebbe diventare entro il 2035 la principale causa di morte per cancro nelle persone under 50.
I sintomi più comuni: sangue, dolore e cambiamenti intestinali
Il segnale più frequente del tumore del retto è il sanguinamento rettale. Può comparire come sangue rosso vivo, sangue più scuro, feci color rosso cupo oppure tracce sulla carta igienica. Proprio per questo, soprattutto nei pazienti giovani, può essere confuso con emorroidi, ciclo mestruale o piccoli disturbi intestinali.
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Un altro sintomo da non sottovalutare è il dolore addominale, soprattutto se persistente o associato ad altri cambiamenti. Possono comparire anche stitichezza, modifiche delle abitudini intestinali, feci più sottili del solito, perdita di peso non spiegata, stanchezza marcata e anemia.
Il punto centrale, spiegano gli specialisti, è non ignorare i cambiamenti del tratto gastrointestinale. La presenza di sangue nelle feci è uno dei segnali che più chiaramente richiede una valutazione medica.
Perché aumentano i casi sotto i 50 anni
Il tumore del colon-retto resta complessivamente meno comune nei giovani rispetto agli anziani, ma l’aumento osservato negli ultimi decenni è considerato rilevante. Secondo i dati citati, i casi negli adulti sotto i 50 anni sono cresciuti del 63% dal 1988: si è passati da circa 8 casi ogni 100.000 adulti under 50 a 13 casi ogni 100.000.
Le cause non sono ancora del tutto chiare. Gli esperti chiamano in causa più fattori: obesità, diabete, dieta occidentale ricca di grassi animali, carboidrati raffinati, carni rosse e lavorate, zuccheri e pochi vegetali. Ma non basta: molti giovani pazienti con tumore colorettale non sono obesi e non hanno diabete.
Per questo la ricerca sta guardando anche ad altri elementi, come i cambiamenti del microbioma intestinale, l’aumento del consumo di cibi ultraprocessati, le modifiche nello stile di vita, la riduzione dell’attività fisica e forse anche l’esposizione a nuove sostanze ambientali.
Prevenzione: quando fare i controlli
Per le persone considerate a rischio medio, lo screening per il tumore del colon-retto dovrebbe iniziare a 45 anni. Può essere effettuato con colonscopia oppure con test sulle feci, come il FIT o altri esami specifici. Se un test fecale risulta positivo, è necessario approfondire con una colonscopia.
Uno dei problemi principali per gli under 50 è il ritardo diagnostico: poiché il cancro del retto è considerato raro in questa fascia d'età, medici e pazienti tendono inizialmente ad attribuire i sintomi a patologie benigne come le emorroidi. È fondamentale che, in presenza di sanguinamento persistente, non ci si limiti a terapie topiche, ma si richieda un esame obiettivo completo o una proctosigmoidoscopia, l'unica procedura in grado di visualizzare direttamente la lesione nel tratto rettale
Chi ha un familiare di primo grado, come un genitore o un fratello, con tumore del colon o del retto potrebbe dover iniziare i controlli prima dei 45 anni. In questi casi è importante parlarne con il medico.
Cosa si può fare per ridurre il rischio
Non esiste un modo per azzerare del tutto il rischio, ma alcune abitudini possono contribuire a ridurlo. Gli esperti indicano una dieta simile a quella mediterranea, con meno grassi animali e carni lavorate, più frutta, verdura, legumi, cereali integrali e fibre solubili.
È consigliabile anche limitare le bevande zuccherate, moderare l’alcol, mantenere un peso adeguato, muoversi con regolarità e gestire eventuali condizioni come obesità o diabete.
Il messaggio più importante, però, resta pratico: non aspettare se compaiono sintomi sospetti. Sangue, dolore addominale persistente, cambiamenti intestinali o stanchezza inspiegabile non significano automaticamente cancro, ma meritano comunque attenzione. In caso di dubbi, parlarne presto con un medico può fare la differenza.
FONTI
HuffPost - The Most Common Warning Signs Of Rectal Cancer