Assegno di Inclusione 2026: cosa cambia per portafogli e salute

Alessandra Familari | Autrice e divulgatrice informazione sanitaria
A cura di Alessandra Familari
Autrice e divulgatrice informazione sanitaria

Data articolo – 25 Febbraio, 2026

Un uomo disabile attende l'assegno di inclusione.

Dal mese di sospensione eliminato ai nuovi stanziamenti: le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 puntano a garantire continuità economica alle famiglie fragili.

L’Assegno di Inclusione (ADI) nel 2026, cambia volto. Con la legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), il legislatore ha introdotto modifiche che incidono in modo diretto sulla continuità del sostegno economico alle famiglie in difficoltà

Un intervento tecnico con ricadute concrete anche sul piano della salute pubblica: la stabilità economica, infatti, è strettamente legata al benessere psicofisico, all’aderenza alle cure e alla prevenzione.

Ma nella pratica, cosa cambia? Ecco tutto quello che c’è da sapere sulle novità dell’assegno di inclusione 2026.

Qual è la novità principale dell’assegno di inclusione 2026?

Dal 1° gennaio 2026 viene eliminato il mese di sospensione obbligatoria che interveniva dopo i primi 18 mesi di erogazione e dopo ogni rinnovo.


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In pratica:

  • l’ADI continua ad avere durata di 18 mesi;
  • il rinnovo resta possibile per ulteriori 12 mesi;
  • la domanda di rinnovo potrà essere presentata già dal mese successivo all’ultimo pagamento;
  • non ci sarà più un “mese di buco” senza sostegno.

La prima mensilità del rinnovo continuerà a essere pari al 50% dell’importo spettante, per poi tornare al valore pieno dal mese successivo.

Si tratta di una modifica rilevante per le famiglie con fragilità economica, perché evita interruzioni che possono incidere su spese essenziali come alimentazione, farmaci, affitto e cure.

A chi è rivolto l’Assegno di Inclusione

L’ADI è destinato ai nuclei familiari in condizione di difficoltà economica che includano almeno uno dei seguenti soggetti:

  • minori;
  • persone con disabilità;
  • persone con almeno 60 anni;
  • individui inseriti in percorsi di cura e assistenza per situazioni di svantaggio certificato.

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Il beneficio è subordinato a requisiti di reddito, patrimonio e residenza, oltre alla sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD), che impegna il nucleo in percorsi di inclusione sociale o lavorativa.

Dal punto di vista sanitario, la misura assume un rilievo particolare per famiglie con componenti fragili: 

  • anziani con patologie croniche;
  • persone con disabilità;
  • soggetti in trattamento per dipendenze;
  • soggetti in trattamento per disturbi psichici. 

In questi casi, la continuità del sostegno economico può tradursi in maggiore regolarità nell’accesso alle cure e minore stress psicologico.

Persone con disabilità: perché la continuità economica è anche tutela della salute

Per i nuclei con persone con disabilità, l’Assegno di Inclusione rappresenta, oltre che un supporto economico, un presidio di stabilità sanitaria. 

La disabilità, infatti, comporta spesso costi diretti e indiretti rilevanti. Vediamoli: 

  • spese per terapie riabilitative; 
  • farmaci; 
  • ausili; 
  • dispositivi medici; 
  • trasporti sanitari; 
  • assistenza domiciliare.

L’interruzione anche temporanea di un sostegno economico può incidere sulla continuità terapeutica, sull’aderenza ai trattamenti e sull’accesso a prestazioni specialistiche

In ambito clinico è noto che la discontinuità nelle cure può determinare peggioramento funzionale e maggiore rischio di complicanze; in modo particolare nei casi di condizioni croniche e neurodegenerative .

Inoltre, la precarietà economica è associata a livelli più elevati di stress familiare, con possibili ripercussioni sul benessere psicologico sia della persona con disabilità sia dei caregiver

Garantire continuità nel sostegno significa ridurre il carico emotivo, migliorare la pianificazione delle cure e favorire un approccio più stabile e integrato alla gestione della condizione di salute.

In questa prospettiva, le modifiche introdotte nel 2026 riguardanti l’eliminazione del mese di sospensione, assumono un valore che supera l’aspetto amministrativo, incidendo concretamente sulla qualità di vita e sulla tutela della salute dei soggetti più vulnerabili.

Assegno di inclusione 2026: contributo straordinario fino a 500 euro

La Legge di Bilancio 2026 estende inoltre il contributo straordinario aggiuntivo  (fino a un massimo di 500 euro) anche ai nuclei che hanno maturato il diciottesimo mese nel novembre 2025, previa verifica dei requisiti.

Il contributo è pari alla prima mensilità di rinnovo e non può superare i 500 euro. L’obiettivo è evitare discontinuità tra vecchia e nuova disciplina.

Assegno di inclusione: più risorse nel tempo?

La manovra prevede uno stanziamento aggiuntivo di 160 milioni di euro per il 2026 e incrementi progressivi negli anni successivi, fino a oltre 180 milioni annui dal 2033.

Questi fondi rafforzano una misura che non incarna un mero intervento economico, ma anche uno strumento di prevenzione sociale. 

Sono molteplici gli studi internazionali e i dati sociologici che mostrano come l’insicurezza finanziaria sia associata a maggiore incidenza di disturbi ansioso-depressivi, peggior controllo delle malattie croniche e minore accesso alle cure.

In questo senso, dunque, possiamo asserire che la riforma dell’Assegno di Inclusione 2026 si inserisce in una prospettiva ampia, dove sostenere il reddito significa sostenere la salute.


Fonti:

INPS - Assegno di Inclusione: le novità 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.