Alzheimer, una nuova ricerca punta il dito contro la perdita di estrogeni nel cervello femminile

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 05 Giugno, 2026

donna anziana guarda un album, signore le tiene un braccio sulla spalla

Circa due persone su tre affette da malattia di Alzheimer sono donne, ma le ragioni di questa differenza non sono ancora state chiarite completamente. Un nuovo studio condotto da ricercatori della Northwestern University, negli Stati Uniti, offre però un indizio interessante.

Secondo i risultati ottenuti su modelli animali, la perdita di estrogeni nel cervello potrebbe essere collegata ai disturbi della memoria che caratterizzano la malattia e contribuire ad aumentare la vulnerabilità femminile con l’avanzare dell’età.

Per arrivare a queste conclusioni, il team ha modificato geneticamente alcuni topi maschi e femmine in modo da impedire la produzione di estrogeni. In alcuni animali il blocco riguardava soltanto il cervello, mentre in altri interessava l’intero organismo. I ricercatori hanno poi osservato come questa condizione influenzasse comportamento, memoria e attività genetica nel corso della vita.

Effetti evidenti nelle femmine, non nei maschi

I risultati hanno mostrato differenze nette tra i sessi. Nelle femmine anziane prive di estrogeni sia nel cervello sia nel resto del corpo sono emersi problemi di memoria spaziale e una riduzione delle interazioni sociali. Inoltre, sia gli esemplari giovani sia quelli anziani senza estrogeni hanno manifestato comportamenti compatibili con stati depressivi.

 Il sistema nervoso femminile si affida alla sintesi locale di 17β-estradiolo mediata dall'enzima aromatasi. La perdita di questo stimolo riduce l'attivazione dei recettori ERα e ERβ, privando i neuroni ippocampali di un fondamentale segnale neuroprotettivo

Nei maschi, invece, gli stessi cambiamenti non sono stati osservati. Questo suggerisce che il ruolo degli estrogeni nel cervello femminile potrebbe essere particolarmente importante per il mantenimento delle funzioni cognitive e dell’equilibrio emotivo.

Il ruolo di una struttura poco studiata del cervello

Analizzando l’attività dei geni, gli studiosi hanno scoperto che la carenza di estrogeni era associata a modifiche in un gruppo di geni collegati alla cosiddetta matrice extracellulare (ECM). Si tratta di una rete che riempie gli spazi tra le cellule cerebrali e contribuisce a processi fondamentali come memoria, crescita e mantenimento del tessuto nervoso.

Sebbene la matrice extracellulare sia essenziale per il corretto funzionamento del cervello, negli anni ha ricevuto meno attenzione rispetto ai neuroni e alle cellule gliali. I ricercatori ritengono che proprio questa struttura possa rappresentare un nuovo obiettivo per future terapie contro l’Alzheimer.

Una strada ancora da confermare negli esseri umani

Lo studio è stato condotto esclusivamente sui topi e gli stessi autori sottolineano che saranno necessarie ulteriori ricerche per verificare se i medesimi meccanismi siano presenti anche nelle persone. Tuttavia, un elemento ha attirato l’attenzione degli scienziati: i modelli di attività genetica osservati nei topi privi di estrogeni risultano simili a quelli rilevati nei cervelli di individui che hanno sviluppato l’Alzheimer.

Questo dato rafforza l’ipotesi che il forte calo degli estrogeni dopo la menopausa possa avere un ruolo nell’aumentare il rischio di declino cognitivo. Non significa che tutte le donne svilupperanno la malattia, né che gli uomini ne siano immuni, poiché entrano in gioco numerosi fattori, dalla genetica allo stile di vita.


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Verso terapie più mirate

Negli ultimi decenni gran parte della ricerca sull’Alzheimer si è concentrata sugli accumuli anomali di proteine presenti nel cervello dei pazienti. Sebbene questi restino elementi centrali della malattia, i risultati ottenuti finora sono stati contrastanti. Per questo motivo gli scienziati stanno esplorando nuove strade.

La relazione tra estrogeni e Alzheimer era già stata suggerita in passato, ma gli studi sulla terapia ormonale sostitutiva non hanno fornito conclusioni definitive. Le nuove evidenze potrebbero aiutare a comprendere meglio quali meccanismi biologici siano coinvolti e contribuire allo sviluppo di strategie più sicure ed efficaci per prevenire o rallentare la progressione della malattia nelle donne.

Fonti

  • ScienceAlert - Estrogen Loss in The Brain May Help Explain Women's Alzheimer's Risk
  • Aging Cell - Loss of Brain-Derived Estrogen Is Associated With Sex- and Age-Dependent Alterations in Memory, Affective Behavior, and Hippocampal Extracellular Matrix Gene Expression
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