Durante la gravidanza il corpo subisce numerosi cambiamenti fisiologici: il cuore può aumentare di dimensioni, la capacità polmonare si modifica e il metabolismo si adatta alle nuove esigenze. Secondo una nuova ricerca neuroscientifica, anche il cervello attraversa una trasformazione significativa.
Uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications suggerisce che durante la gravidanza il volume della materia grigia, la parte del cervello coinvolta nell’elaborazione delle informazioni, nelle emozioni e nell’empatia, diminuisce in media di circa il 5%.
Gli scienziati sottolineano però che questo fenomeno non deve essere interpretato come un deterioramento cognitivo. Al contrario, potrebbe rappresentare un processo di riorganizzazione cerebrale che prepara il cervello alle esigenze della maternità.
Lo studio: la più ampia ricerca finora condotta sul cervello in gravidanza
Il progetto ha coinvolto 127 donne in gravidanza seguite nel corso di diversi mesi. Le partecipanti sono state sottoposte a cinque scansioni cerebrali tramite risonanza magnetica: prima della gravidanza, durante la gestazione e dopo il parto.
I ricercatori hanno poi confrontato i risultati con quelli di un gruppo di 52 donne che non erano in gravidanza.
Durante lo studio sono stati raccolti anche dati ormonali e questionari sulle esperienze emotive delle partecipanti nel periodo prenatale e dopo la nascita del bambino.
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L’analisi ha mostrato una riduzione significativa della materia grigia nelle donne incinte, con un calo che raggiungeva circa il 5% verso la fine della gravidanza. Nei mesi successivi al parto si è osservato un recupero parziale, anche se i livelli non tornavano completamente ai valori iniziali entro sei mesi.
Un processo di “potatura” delle connessioni cerebrali
Secondo i ricercatori, la diminuzione della materia grigia potrebbe essere spiegata da un processo di riorganizzazione delle reti neurali. Un fenomeno simile viene osservato anche durante l’adolescenza, quando il cervello elimina alcune connessioni per rendere più efficienti i circuiti neuronali.
Gli scienziati paragonano questo processo alla potatura di un albero: eliminare alcuni rami permette alla pianta di crescere in modo più efficiente. Nel cervello delle donne incinte, questa ristrutturazione potrebbe rendere più efficaci i circuiti legati alla comprensione delle emozioni, alla sensibilità sociale e alla capacità di risposta ai bisogni del neonato.
Le aree cerebrali più coinvolte
Le modifiche più evidenti sono state osservate nel cosiddetto default mode network, un insieme di regioni cerebrali coinvolte in:
- percezione di sé
- empatia
- comprensione degli stati emotivi altrui
- comportamenti altruistici
Le donne che presentavano cambiamenti più marcati nelle scansioni cerebrali tendevano anche a riferire un maggiore senso di connessione emotiva con il proprio bambino dopo la nascita.
Il ruolo degli ormoni
I ricercatori hanno analizzato anche campioni di saliva e urina raccolti durante lo studio e hanno osservato una possibile relazione tra i livelli di estrogeni e le modifiche della materia grigia.
In alcuni casi, l’aumento degli estrogeni durante la gravidanza sembrava associarsi direttamente alla riduzione osservata nelle scansioni cerebrali.
Questo suggerisce che i cambiamenti ormonali possano contribuire a guidare la riorganizzazione delle reti neuronali.
Il mito del “baby brain”
La ricerca non era stata progettata per verificare direttamente il fenomeno noto come “baby brain”, l’idea secondo cui durante la gravidanza le donne diventerebbero più distratte o meno concentrate.
Secondo gli autori dello studio, la riduzione della materia grigia non indica un peggioramento delle capacità cognitive. Piuttosto, potrebbe riflettere una specializzazione delle funzioni cerebrali legate alla cura del neonato.
Alcune donne riferiscono comunque episodi di distrazione o dimenticanza durante la gravidanza. Gli scienziati sottolineano però che questi effetti potrebbero essere legati a fattori come stanchezza, cambiamenti ormonali, aumento del carico metabolico e disturbi del sonno.
Perché studiare il cervello durante la gravidanza
Le ricerche neuroscientifiche sulla gravidanza sono ancora relativamente poche, ma gli studiosi ritengono che comprenderne meglio i meccanismi possa avere implicazioni importanti.
Analizzare come il cervello si adatta alla maternità potrebbe aiutare a individuare nuovi approcci per affrontare condizioni come la depressione post-parto e altre difficoltà psicologiche legate al periodo perinatale.
Inoltre, queste scoperte contribuiscono a ridimensionare alcune idee stereotipate sulla gravidanza. Più che una perdita di capacità cognitive, la maternità potrebbe rappresentare una fase di profonda trasformazione neurologica che prepara il cervello a nuove funzioni.
Fonti:
- BBC - Pregnant women's brains shed grey matter to prime them for motherhood, study suggests
- Nature Communications - Pregnancy entails a U-shaped trajectory in human brain structure linked to hormones and maternal attachment