Gravidanza e malattie croniche: quando i rischi aumentano davvero

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 20 Agosto, 2026

Una donna in gravidanza

Arrivare alla gravidanza con una malattia cronica non è una situazione rara. Ancora meno raro è convivere contemporaneamente con due o più condizioni di lunga durata, fisiche o psicologiche. È ciò che in medicina viene definito multimorbilità e, secondo le stime riportate dai ricercatori, riguarda circa una donna incinta su cinque nel Regno Unito.

A valutare quanto questa condizione possa incidere sulla gravidanza è uno dei più ampi studi realizzati finora sul tema. Il lavoro, condotto dal consorzio britannico MuM-PreDiCT e pubblicato su The Lancet Public Health, ha analizzato oltre 2,2 milioni di gravidanze ed eventi nascita registrati tra il 2000 e il 2022 in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord.

Per essere incluse nel gruppo con multimorbilità, le donne dovevano avere almeno due condizioni croniche già presenti prima della gravidanza. Tra queste potevano rientrare, ad esempio, diabete, ipertensione, asma, depressione o altre patologie di lunga durata.

Aborto, preeclampsia e diabete gestazionale: cosa emerge

Confrontando le gravidanze delle donne con almeno due condizioni croniche con quelle di donne che non ne presentavano, i ricercatori hanno rilevato un aumento di diversi rischi ostetrici.

Il rischio di aborto spontaneo risultava superiore del 20%, quello di iperemesi gravidica del 69% e quello di preeclampsia del 42%. Lo studio ha rilevato inoltre un incremento del 32% del rischio di distacco di placenta e del 26% per il diabete gestazionale.


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Questi numeri, però, devono essere interpretati correttamente. Un aumento del rischio del 42%, ad esempio, non significa che il 42% delle donne svilupperà preeclampsia. Indica che la probabilità osservata era più alta del 42% rispetto al gruppo di riferimento. Il rischio individuale resta legato alla frequenza di partenza della complicanza e alle caratteristiche cliniche della singola persona.

Il rischio di trombosi cresce con il numero di patologie

Uno dei risultati più marcati riguarda il tromboembolismo venoso, termine che comprende condizioni come trombosi venosa profonda ed embolia polmonare. Nelle donne con almeno due patologie croniche il rischio risultava più che raddoppiato rispetto a quello osservato nelle donne senza condizioni di lunga durata. Quando le malattie croniche presenti erano almeno tre, il rischio diventava superiore di oltre tre volte e mezzo.

Lo studio sembra quindi indicare una relazione progressiva: con l'aumentare del numero di condizioni preesistenti possono aumentare anche alcune probabilità di complicanze. Questo non significa, però, che tutte le combinazioni di malattie abbiano lo stesso peso o che esista una soglia precisa oltre la quale una gravidanza diventi automaticamente ad alto rischio.

Anche ansia e depressione risultano più frequenti

La multimorbilità non riguarda soltanto le condizioni fisiche. Durante la gravidanza, ansia e depressione erano circa quattro volte più frequenti nelle donne con più patologie croniche rispetto al gruppo di riferimento.

È un dato rilevante perché salute fisica e salute mentale vengono ancora spesso gestite attraverso percorsi assistenziali separati. Una donna può invece trovarsi contemporaneamente a gestire, ad esempio, diabete e depressione oppure asma e ipertensione, con esigenze cliniche che inevitabilmente si sovrappongono durante la gravidanza.

Lo studio non dimostra un rapporto diretto di causa-effetto

È importante sottolineare che si tratta di uno studio osservazionale. I dati mostrano quindi associazioni statistiche, ma non dimostrano che avere più patologie croniche sia direttamente la causa delle complicanze osservate. La ricerca si basa inoltre su grandi registri sanitari e alcune diagnosi potrebbero essere state registrate in maniera incompleta o differente tra le varie aree considerate.

Gli autori non sostengono quindi che una donna con due condizioni croniche debba necessariamente affrontare una gravidanza complicata ma “semplicememnte” che due persone con lo stesso numero di diagnosi possono avere profili di rischio molto diversi in base alla combinazione delle malattie, alla loro gravità, ai trattamenti utilizzati e ad altri fattori individuali.

Perché può essere utile una valutazione prima della gravidanza

Il risultato più concreto dello studio riguarda probabilmente il modo in cui queste pazienti vengono seguite. Valutare separatamente ogni singola patologia può non essere sufficiente quando più condizioni convivono nella stessa persona.

Una gestione coordinata già prima del concepimento e durante la gravidanza può permettere di considerare nel loro insieme terapie, rischi cardiovascolari e metabolici, salute mentale e possibili complicanze ostetriche.

Questo non significa necessariamente aumentare il numero degli esami o delle visite, ma costruire un percorso che tenga conto dell'intero quadro clinico. La presenza di più malattie croniche non determina da sola l'esito di una gravidanza, ma può rappresentare un elemento importante nella valutazione del rischio e nella scelta dei controlli più appropriati.

Fonti:

PubMed - 'It Was a Bit of a Now or Never Situation': Experiences of Preconception Care and Support for Women With Multiple Long-Term Health Conditions

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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