Cos'è l'obesità?
L’obesità è una
condizione clinica cronica in cui l’accumulo di grasso corporeo è tale da compromettere la salute. Non dipende da una sola causa, ma dall’interazione tra
fattori genetici, metabolici, ambientali, psicologici, sociali e comportamentali.
Non si tratta soltanto di una questione estetica: l’obesità è associata a un rischio più elevato di sviluppare diverse malattie, tra cui:
- diabete di tipo 2
- ipertensione arteriosa
- malattie cardiovascolari
- dislipidemie
- apnea ostruttiva del sonno
- steatosi epatica
- problemi osteoarticolari
- alcuni tipi di tumore
Quando si parla di obesità: BMI e classificazione
Quando si parla di obesità: BMI e classificazione
L’indice di massa corporea (BMI, Body Mass Index) si calcola dividendo il peso in chilogrammi per il quadrato dell’altezza in metri.
Formula:
BMI = peso (kg) / altezza² (m²)
Classificazione del BMI negli adulti
-
Normopeso: 18,5 - 24,9
-
Sovrappeso: 25 - 29,9
-
Obesità di I grado: 30 - 34,9
-
Obesità di II grado: 35 - 39,9
-
Obesità di III grado (grave o morbigena): ≥ 40
Il BMI è uno strumento utile, ma non misura direttamente la massa grassa e non distingue tra grasso e massa muscolare. Per questo va sempre interpretato dal medico, soprattutto in atleti, anziani e persone con elevata massa muscolare.
Sintomi dell'obesità
L’obesità può essere associata a diversi sintomi e disturbi, tra cui:
- affanno o fiato corto
- sudorazione eccessiva
- russamento
- ridotta tolleranza allo sforzo
- stanchezza persistente
- dolori articolari e mal di schiena
- disturbi del sonno
- reflusso gastroesofageo
- aumento della pressione arteriosa
- alterazioni di glicemia e colesterolo
- difficoltà psicologiche, bassa autostima o disagio sociale
Obesità: cause
L'e
quilibrio tra apporto calorico e dispendio energetico determina il peso di una persona: se una persona mangia più calorie di quanto riesce a metabolizzare, la persona guadagna peso; se una persona mangia meno calorie di quanto metabolizza, perderà peso.
Pertanto, le
cause più comuni di obesità sono l'eccesso di cibo e l'inattività fisica. In definitiva, il peso corporeo è il risultato di: genetica, metabolismo, ambiente, comportamento e cultura.
In generale,
le più comuni cause di obesità prevedono:
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Inattività: le persone sedentarie bruciano meno calorie delle persone attive. Esiste infatti una forte correlazione tra inattività fisica e aumento di peso in entrambi i sessi.
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Alimentazione eccessiva: l'eccesso di cibo porta all'aumento di peso, soprattutto se la dieta è ricca di grassi. Alimenti ricchi di grassi o zuccheri (come per esempio cibo da fast food, fritture e dolci) possiedono un'alta densità energetica. Studi epidemiologici hanno dimostrato che le diete ad alto contenuto di grassi contribuiscono all'aumento di peso.
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Genetica: una persona ha più probabilità di sviluppare obesità se uno o entrambi i genitori sono obesi. La genetica colpisce anche gli ormoni coinvolti nella regolazione del grasso. Per esempio, una delle cause genetiche dell'obesità è la carenza di leptina. La leptina è un ormone prodotto nelle cellule adipose e nella placenta. Le leptina controlla il peso segnalando al cervello di mangiare di meno quando le riserve di grasso corporeo sono troppo alte. Se, per qualche ragione, il corpo non riesce a produrre abbastanza leptina o la leptina non può segnalare al cervello di mangiare di meno, tale controllo è perso; l'obesità, così, si verifica. Il ruolo della sostituzione della leptina come trattamento per l'obesità è in fase di sperimentazione.
-
Dieta ricca di carboidrati: il ruolo dei carboidrati nell'aumento di peso non è chiaro. I carboidrati aumentano i livelli di glucosio nel sangue, che a loro volta stimolano il rilascio di insulina da parte del pancreas, e l'insulina promuove la crescita del tessuto adiposo e può causare aumento di peso. Alcuni scienziati ritengono che carboidrati semplici (zuccheri, fruttosio, dolci, bibite, birra, vino, ecc.) contribuiscano all'aumento di peso perché sono più rapidamente assorbiti nel sangue rispetto ai carboidrati complessi (pasta, riso integrale, cereali, verdure, frutta cruda, ecc.) e quindi provocano un rilascio di insulina più pronunciato dopo i pasti rispetto ai carboidrati complessi. Questa maggiore emissione di insulina, secondo alcuni scienziati, contribuirebbe all'aumento di peso.
-
Mangiare molto frequentemente: il rapporto tra la frequenza del mangiare (quanto spesso si mangia) e il peso è piuttosto controverso. Ci sono molti rapporti di persone in sovrappeso che mangiano meno spesso di persone con peso normale. Gli scienziati hanno osservato che le persone che mangiano piccoli pasti quattro o cinque volte al giorno hanno livelli di colesterolo più bassi e/ o più stabili livelli di zucchero nel sangue rispetto alle persone che mangiano meno frequentemente (due o tre grandi pasti al giorno). Una possibile spiegazione è che piccoli pasti frequenti producono livelli stabili di insulina, mentre i pasti di grandi dimensioni causano grandi picchi di insulina dopo i pasti.
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Alcuni tipi di farmaci: farmaci associati con l'aumento di peso includono alcuni antidepressivi, anticonvulsivanti, alcuni farmaci per il diabete (ossia medicinali utilizzati per abbassare lo zucchero nel sangue come insulina, sulfoniluree, e tiazolidinedione), alcuni ormoni come contraccettivi orali e la maggior parte dei corticosteroidi. Alcuni farmaci per la pressione alta e antistaminici possono causare aumento di peso. Il motivo per l'aumento di peso con i farmaci è differente per ogni farmaco. Per questo motivo, è indispensabile valutare con il proprio medico il proprio piano terapeutico e l'eventuale sospensione di medicinali.
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Fattori psicologici: per alcuni, le emozioni possono influire sulle abitudini alimentari. Molte persone mangiano eccessivamente in risposta a emozioni come la noia, tristezza, stress, o rabbia. Circa il 30% delle persone che cercano trattamento per gravi problemi di peso hanno difficoltà con il disturbo da alimentazione incontrollata.
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Malattie: come l'ipotiroidismo, l'insulino-resistenza, sindrome dell'ovaio policistico e la sindrome di Cushing.
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Problemi sociali: esiste un legame tra le questioni sociali e l'obesità. La mancanza di denaro per acquistare cibi sani o la mancanza di luoghi sicuri per camminare o praticare esercizio fisico può aumentare il rischio di obesità.
Come si cura l'obesità?
La cura dell’obesità richiede una valutazione medica e un approccio personalizzato. L’obiettivo non è solo perdere peso, ma
migliorare salute metabolica, qualità di vita e rischio cardiovascolare.
1. Alimentazione
Un piano nutrizionale equilibrato, sostenibile e personalizzato è il primo passo. Non esiste una dieta unica valida per tutti.
2. Attività fisica
L’esercizio regolare aiuta a ridurre il grasso corporeo, mantenere la massa muscolare e migliorare parametri metabolici e cardiovascolari.
3. Terapia comportamentale
Il supporto psicologico o comportamentale può aiutare a modificare abitudini, fame emotiva e rapporto con il cibo.
4. Farmaci per l’obesità
In alcuni pazienti selezionati, il medico può valutare farmaci specifici come supporto al percorso terapeutico, soprattutto in presenza di obesità associata a comorbidità.
5. Chirurgia bariatrica
La chirurgia può essere presa in considerazione in persone con obesità severa o con complicanze importanti, quando altri trattamenti non sono sufficienti.
Cosa è l'obesità morbigena
Si parla di
obesità morbigena quando l’indice di massa corporea è di 40 o maggiore.
Si parla di
obesità grave quando si ha un indice di massa corporea di 35-39. L’obesità morbigena è una patologia molto seria che può avere effetti su quasi tutto il sistema biologico del corpo umano.
Si ritiene che l’obesità morbigena aumenti il rischio di molte altre patologie, come il diabete e i coaguli nel sangue.
Le persone affette da obesità morbigena sono soggette alle seguenti patologie cardiovascolari, come:
- Emboli nel sangue
- Pressione sanguigna alta
- Cardiopatia coronarica, quando l’afflusso del sangue al cuore è limitato
- Arteriopatia periferica, quando l’afflusso di sangue alle gambe è limitato
-
Aterosclerosi, cioè l’indurimento e il restringimento delle arterie
- Attacco cardiaco
- Colpo apoplettico
- Aneurismi dell’aorta addominale
- Morte improvvisa
I disturbi respiratori sono spesso riscontrati in persone con obesità morbigena e comprendono:
- Asma
-
Apnea ostruttiva notturna, quando una persona smette di respirare per brevi periodi di tempo durante il sonno
- Sindrome obesità-ipoventilazione, quando una persona non riesce a respirare profondamente o abbastanza velocemente da soddisfare il bisogno di ossigeno del corpo, causando sintomi come sonnolenza, pressione alta e mal di testa.
Le patologie metaboliche sono spesso riscontrate in persone con obesità morbigena e comprendono:
- Diabete di tipo 2
- Alti livelli di colesterolo nel sangue
Il peso eccessivo associato all’obesità morbigena comporta una grande pressione su muscoli, articolazioni e ossa. Questo può portare a patologie come:
- Dolore alla parte bassa della schiena
- Ernia del disco, dove uno dei dischi che formano la spina dorsale sono danneggiati e si spostano dalla loro posizione
-
Osteoartrite delle anche, delle ginocchia, delle caviglie e dei piedi. L’osteoartrite si verifica quando i legamenti sono danneggiati, causando sintomi come dolore alle articolazioni e rigidità.
Una dieta ricca di grassi, specialmente se protratta per molti anni, può deteriorare le normali funzioni dell’apparato digerente che non è più in grado di digerire quantità eccessive di grassi e carboidrati. Le patologie digestive associate all’obesità morbigena comprendono:
- Calcoli biliari
- Disturbo da reflusso gastroesofageo, che si verifica quando l’acido dello stomaco fuoriesce dallo stomaco sino ad arrivare in gola
- Disturbo del fegato grasso non da alcol
L’obesità morbigena aumenta significativamente il rischio di contrarre alcuni tipi di tumore, come:
Le persone affette da obesità morbigena spesso hanno una qualità di vita scadente e una bassa autostima. Questo le rende potenzialmente più vulnerabili allo sviluppo di:
- Depressione
- Disturbo d’ansia generalizzata
- Attacchi di panico
-
Agorafobia, quando una persone ha diverse paure irrazionali in varie circostanze, come per esempio uscire di casa o trovarsi in posti affollati
Rischi dell'obesità
L’obesità aumenta il rischio di numerose complicanze.
Complicanze metaboliche
- diabete di tipo 2
- sindrome metabolica
- colesterolo alto
- trigliceridi elevati
Complicanze cardiovascolari
- ipertensione
- cardiopatia ischemica
- scompenso cardiaco
- ictus
- aterosclerosi
Complicanze respiratorie
- apnea ostruttiva del sonno
- sindrome obesità-ipoventilazione
- peggioramento dell’asma
Complicanze osteoarticolari
- artrosi
- lombalgia
- dolore alle ginocchia, anche e caviglie
Complicanze gastrointestinali ed epatiche
- reflusso gastroesofageo
- calcoli biliari
- fegato grasso associato a disfunzione metabolica
Altre complicanze
- infertilità o alterazioni ormonali
- complicanze in gravidanza
- depressione e peggioramento della qualità di vita
- aumento del rischio di alcuni tumori
Interventi chirurgici: cosa sapere e quali sono i rischi
Qualora il ricorso a una dieta sana, all'attività fisica e a cambiamenti nello stile di vita non si fossero rivelati efficaci per il soggetto o se vi è la presenza di una patologia grave che potrebbe migliorare con la perdita di peso, sempre sotto controllo medico, si potrebbe raccomandare l’intervento chirurgico può essere raccomandato anche per la cura di persone con obesità grave.
I tipi d’intervento chirurgico per l'obesità più usati sono:
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Bendaggio gastrico: una banda viene utilizzata per ridurre la dimensione dello stomaco così che lo stomaco necessiti di una minore quantità di cibo per raggiungere la sazietà.
-
By-pass gastrico: il cibo che raggiunge il tubo digerente viene dirottato al termine dell’intestino tenue dove normalmente dovrebbe avvenire l’assorbimento degli alimenti. In questo modo, il cibo viene assorbito solo in piccola parte mentre al contrario la maggior parte viene eliminato. Si tratta di un ‘malassorbimento’ voluto che, anche se produce effetti benefici sul peso corporeo, è sempre una alterazione importante nella funzionalità dell’intestino, del metabolismo e della nostra alimentazione. Deve essere un intervento attentamente valutato dagli specialisti perché ha un impatto non trascurabile sulla salute complessiva della persona, in quanto esclude in pratica una parte importante dell'intestino tenue che, è come se venisse asportato.
-
Sleeve gastrectomy: con questa procedura viene rimossa una parte dello stomaco.
In generale, i vari tipi di chirurgia per la perdita di peso utilizzano due metodi principali per ottenere il dimagrimento:
-
Restrizione: lo stomaco viene effettivamente reso più piccolo così che meno cibo è necessario per raggiungere la sazietà.
-
Malassorbimento: l’intervento altera la struttura dell’apparato digerente, così che qualsiasi cibo ingerito bypassi una sezione dell’intestino e il paziente digerisca meno cibo.,
Alcuni tipi di chirurgia per il dimagrimento, come per esempio il bypass gastrico, usano una combinazione di entrambi i metodi per ottenere la perdita di peso.
Come si vive dopo l’intervento chirurgico?
L’intervento chirurgico per il dimagrimento può portare risultati efficaci in termini di perdita di peso, ma non dovrebbe essere visto come una cura per l’obesità.
Le persone che hanno subito l’intervento chirurgico per il dimagrimento dovranno attenersi ad un programma rigoroso per tutta la vita, per evitare di riprendere i chili persi o complicazioni a lungo termine. Questo programma comprenderà:
- Dieta controllata scrupolosamente
- Regolare attività fisica
- Controlli medici clinici e di laboratorio
- Supporto psicologico prima e dopo l’intervento
Quali rischi comporta la chirurgia per il dimagrimento?
Come in tutti i tipi di chirurgia, anche l’intervento chirurgico per il dimagrimento comporta il rischio di complicazioni, alcune delle quali possono essere gravi e potenzialmente fatali, come:
- Emorragia interna
- Coagulo di sangue nella gamba (trombosi venosa profonda)
- Coagulo di sangue o altre ostruzioni nei polmoni (embolia polmonare)
- Cirrosi epatica
-
Depressione e altri disturbi psicologici
- Anemia
Si stima che il rischio di morte dopo un’operazione di chirurgia bariatrica (per l'obesità) sia di circa 1 su 200. Tuttavia, questo rischio può aumentare fino a 1 su 40 se si hanno altri fattori di rischio, come l’alta pressione sanguigna.
Quali sono i risultati della chirurgia per il dimagrimento?
Fino a quando il paziente affetto da obesità è disposto ed è in grado di attenersi al programma concordato a seguito dell’intervento,
la chirurgia può ridurre il peso e trattare patologie associate all’obesità, come il
diabete.
Intervento chirurgico per il dimagrimento: in cosa consiste
Vediamo in cosa consistono le diverse tipologie di intervento.
Bendaggio gastrico
Il
bendaggio gastrico è effettuato come un tipo di laparoscopia, dove viene eseguita una serie di piccole incisioni nell’addome, anziché un’unica grande incisione.
Il vantaggio di questo tipo di operazione è che causa meno dolore successivamente all’intervento e
prevede un tempo di ripresa più breve. Tuttavia, non sempre la chirurgia laparoscopica è possibile nelle persone con obesità morbigena grave. Il
bendaggio gastrico viene eseguito in anestesia totale.
Il chirurgo praticherà le incisioni nell’addome e poi inserirà uno strumento, conosciuto come laparoscopio, attraverso una delle incisioni. Un laparoscopio è un piccolo tubo flessibile che contiene una fonte luminosa e una telecamera. La telecamera trasmette immagini dell’interno dell’addome su uno schermo.
Altri piccoli strumenti vengono inseriti attraverso le incisioni per posizionare il bendaggio intorno allo stomaco, dividendolo in due e lasciando una piccola sacca nella parte superiore dello stomaco.
Occorrerà meno cibo per riempire la sacca, quindi il paziente avrà bisogno di meno cibo per sentirsi sazio.
Il bendaggio contiene una porta d’accesso attraverso cui si può far passare della salina (acqua salata sterile) per gonfiare il bendaggio. Questo permette di regolare il bendaggio e la dimensione della sacca dopo l’intervento.
Bypass gastrico
Il bypass gastrico è eseguito come tipo di intervento laparoscopico, poiché ciò provoca meno dolore successivamente all’intervento e una ripresa più veloce. Tuttavia, questo potrebbe non essere idoneo per le persone con obesità morbigena grave. Come nel bendaggio gastrico, anche qui viene creata una piccola sacca nella parte superiore dello stomaco.
Questa sacca viene poi connessa direttamente a una sezione dell’intestino tenue, bypassando il resto dello stomaco e dell’intestino. Questo significa che occorrerà meno cibo per sentirsi sazi e inoltre verranno assorbite meno calorie dal cibo ingerito.
Gastrectomia a manica
L’intervento di gastrectomia a manica è un tipo di operazione che può essere utilizzata nel trattamento delle persone con obesità morbigena estrema (con un indice di massa corporea di 60 o superiore).
Un livello cosi alto di obesità rende il bendaggio gastrico o il bypass gastrico molto pericolosi poiché entrambe le tecniche hanno un alto rischio di causare complicazioni.
Durante l’operazione, una sezione dello stomaco viene rimossa chirurgicamente, riducendo la dimensione dello stomaco di tre quarti.
Una volta ottenuta questa perdita di peso, dovrebbe essere possibile sottoporsi a bendaggio gastrico o bypass gastrico senza rischi.
Diversione bilio pancreatica
La diversione bilio pancreatica è simile al bypass gastrico, tranne che per il fatto che viene bypassata una più grande sezione dell’intestino tenue, il che significa che il paziente assorbirà ancora meno calorie dal cibo che ingerisce.
Palloncino intragastrico
Il palloncino intragastrico è un palloncino di silicone morbido che viene impiantato chirurgicamente nello stomaco. Il palloncino è riempito con aria o con soluzione salina e quindi occupa spazio all’interno dello stomaco. Questa è una procedura temporanea, e solitamente il palloncino è rimosso dopo sei mesi.
Questa tecnica è utile se il paziente non soddisfa i criteri per sottoporsi agli altri tipi d’intervento. Solitamente la procedura del palloncino intragastrico può essere eseguita senza praticare un’incisione nell’addome.
Invece, si può far passare il palloncino dalla bocca fino allo stomaco attraverso un endoscopio (un tubicino flessibile che ha una luce e una telecamera all’estremità).
Quali sono i risultati?
Se ci si attiene alle raccomandazioni che verranno date dopo l’intervento, tutti i tipi d’intervento per la perdita di peso possono ottenere risultati positivi.
Una persona con il bendaggio gastrico può aspettarsi di perdere il 50% del proprio peso corporeo in eccesso entro due anni.
La
perdita di peso è un processo graduale con:
- 35% del peso corporeo in eccesso perso entro sei mesi dall’ intervento
- 40% del peso corporeo in eccesso perso entro 12 mesi
- 50% del peso corporeo in eccesso perso entro 24 mesi
Il paziente può anche aspettarsi di vedere un miglioramento notevole nelle patologie legate all’obesità, e in particolare:
Alcune persone riportano anche un miglioramento della loro qualità di vita in termini di:
- dolore e disagio giorno dopo giorno
- salute fisica generale
- salute mentale
Una persona con il bypass gastrico dovrebbe aspettarsi di perdere il 70% del proprio peso corporeo in eccesso entro due anni.
La perdita di peso tende a essere più rapida durante il primo anno (60% del peso corporeo in eccesso perso) e poi a rallentare durante il secondo anno, con solo un’ulteriore perdita di peso del 10%.
Anche in questo caso, ci si può aspettare di vedere un notevole miglioramento delle condizioni di salute.
Quali sono i rischi dell’intervento chirurgico per il dimagrimento?
La rapida perdita di peso legata all’intervento chirurgico per il dimagrimento può causare diversi effetti collaterali, e presenta vari rischi.
Le complicazioni che possono verificarsi durante o subito dopo l’intervento comprendono:
- Infezione
- Coaguli di sangue nelle gambe (trombosi venosa profonda) o nei polmoni (embolia polmonare)
- Emorragia interna
Mentre l’intervento chirurgico per il dimagrimento può rimuovere efficacemente il grasso corporeo, non può pero riportare la pelle alla condizione di elasticità e fermezza antecedente l’obesità.
Pertanto, se un paziente è stato obeso, e lo è stato per molti anni, può ritrovarsi con pieghe in eccesso e rotoli di pelle, in particolare nella zona del seno, nella pancia, nei fianchi e negli arti, che diventano evidenti dopo 12-18 mesi dall’intervento chirurgico.
In seguito a ciò, si può essere soggetti allo sviluppo di eruzioni cutanee e infezioni su questi accumuli di pelle, poiché potrebbe risultare difficile anche igienizzarle. Si può ricorrere alla chirurgia estetica per rimuovere la pelle in eccesso.
Circa 1 persona su 12 sviluppa i calcoli biliari dopo l’intervento per la perdita di peso, solitamente 10 mesi dopo l’operazione. I calcoli biliari sono piccoli calcoli, solitamente fatti di colesterolo, che si formano nella cistifellea.
Nella maggior parte dei casi, i calcoli biliari non causano alcun sintomo. Tuttavia, se finiscono intrappolati in un dotto (un orifizio o un canale), possono irritare e infiammare la cistifellea e causare sintomi come:
- Un dolore intenso improvviso nell’addome
- Nausea e vomito
- Itterizia (ingiallimento della pelle e del bianco degli occhi)
Quali sono gli effetti dell’intervento chirurgico
Mentre la maggior parte delle persone che si sottopongono all’intervento chirurgico per il dimagrimento riportano un miglioramento nella qualità della propria vita, la rapida perdita di peso può avere molti effetti psicosociali.
Alcune persone hanno riportato problemi relazionali con il proprio partner (che potrebbe sentirsi nervoso, ansioso o eventualmente geloso in seguito alla perdita di peso). Inoltre, occasioni sociali che si svolgono attorno al cibo, come cene di famiglia, possono diventare situazioni difficili, poiché il paziente tende a sentirsi consapevole della propria capacita ridotta di mangiare.
Risulta anche abbastanza comune per il paziente sperimentare un peggioramento dell’umore quando il proprio peso si stabilizza, di solito due anni dopo l’intervento.
Questo spesso succede perché molte persone si rendono conto che molti dei propri problemi che esistevano prima dell’intervento, sono ancora lì anche dopo l’operazione.
Potrebbe essere utile discutere di tali questioni con altre persone che si sono sottoposte a intervento chirurgico per la perdita di peso.
Una
complicazione comune nelle persone con bypass gastrico è che la cavità (stoma) che collega la sacca dello stomaco all’intestino tenue viene ostruita da un pezzo di cibo. Questa è conosciuta come
stenosi dello stoma e si pensa che avvenga in un quinto delle persone con bypass gastrico.
Il
sintomo più comune della stenosi dello stoma è il
vomito continuo.
La stenosi dello stoma può essere trattata guidando un piccolo tubo flessibile, conosciuto come endoscopio, nell’area dello stoma.
Un palloncino attaccato all’endoscopio viene gonfiato per sbloccare lo stoma. Il modo migliore per prevenire la stenosi dello stoma è sempre tagliare il cibo in piccoli bocconi, masticare i bocconi a lungo, ed evitare di bere durante i pasti.
Lo spostamento del bendaggio gastrico, invece, è una complicazione che affligge circa 1 persona su 50. Come suggerisce il nome, il bendaggio scivola fuori posto.
Questo significa che la sacca dello stomaco diventa più grande di come dovrebbe essere, causando sintomi come:
- bruciore di stomaco;
- nausea;
- vomito.
Un successivo intervento chirurgico sarà necessario per riparare il bendaggio.
Circa 1 persona su 35 con il bendaggio gastrico sviluppa un’intolleranza alimentare, spesso molti anni dopo l’intervento.
Un’intolleranza alimentare avviene quando il corpo non è in grado di tollerare alcuni cibi ( tra cui carne rossa o insalata verde), causando una serie di sintomi spiacevoli come:
- nausea;
- vomito;
- disturbo da reflusso gastroesofageo.
Se si hanno sintomi persistenti associati a una serie di diversi cibi, potrebbe essere necessario rimuovere il bendaggio e sostituirlo con il bypass gastrico.
Ad ogni modo, nessun intervento chirurgico è completamente senza rischi e tutte le procedure chirurgiche implicano un rischio di morte, anche se piccolo, legato a una serie di condizioni che potrebbero insorgere durante o subito dopo l’intervento per il dimagrimento, tra cui:
-
Embolia polmonare che causa serie difficoltà respiratorie e poi la morte
- Emorragia interna
- Infezione
- Attacco cardiaco
- Apoplessia
Alcuni fattori di rischio che possono aumentare il rischio di morte durante o subito dopo l’intervento sono:
- Avere più di 45 anni
- Soffrire di pressione alta
- Avere un indice di massa corporea di 50 o superiore
- Essere uomo, poiché gli uomini affetti da obesità tendono a pesare di più delle donne obese
- Avere un fattore di rischio conosciuto di l’embolia polmonare
Tuttavia, l’obesità non curata, specialmente se morbigena, comporta un notevole rischio di morte prematura.
Domande frequenti FAQ
L’obesità è una malattia?
Sì. Oggi l’obesità è considerata una malattia cronica multifattoriale, non solo una condizione estetica.
Quando si è obesi?
In genere, negli adulti si parla di obesità quando il BMI è pari o superiore a 30.
Qual è la differenza tra sovrappeso e obesità?
Il sovrappeso corrisponde a un BMI tra 25 e 29,9; l’obesità inizia da BMI 30.
L’obesità può causare diabete?
Sì. L’obesità aumenta in modo importante il rischio di diabete di tipo 2.
L’obesità si cura?
Sì, ma richiede un percorso medico strutturato. Il trattamento può includere nutrizione, esercizio, terapia comportamentale, farmaci e, in alcuni casi, chirurgia bariatrica.
Quando si parla di obesità morbigena?
Quando il BMI è pari o superiore a 40.
La chirurgia bariatrica è sempre necessaria?
No. È indicata solo in casi selezionati e dopo valutazione specialistica.